Un giorno vai al PRA di Firenze e l’atmosfera di calma efficienza (sarà un ossimoro?) che ti accoglie ti fa credere che qualcosa in questo rovinato Paese stia cambiando: una ragazza gentilissima ti dà tutte le informazioni che ti servono e gestisce alla grande la situazione quando va in palla la macchinetta che distribuisce i numerini per la fila. (Bisogna dire che mi è sembrato più facile lanciare in orbita uno shuttle che non la procedura di riavvio del suddetto strumento, ma non ci lamentiamo, non si può avere tutto.)
Rincuorata da tale strabiliante performance, decido di portare a termine la pratica alla Motorizzazione (perchè si sa, in Italia vige il divieto di fare tutto al primo colpo): posso farcela. Lo scenario è però del tutto diverso, a cominciare dall’estetica: un palazzone brutto, grigio e triste che rimanda alla mente impiegati di fantozziana memoria. E infatti. Continua a leggere »









